T.I.P.

 
 

Secondary Private Equity

Il Secondary Private Equity si è sviluppato a partire dall’inizio degli anni ’90 negli USA a seguito della crescita dei patrimoni investiti in fondi di Private Equity.

In relazione al mercato primario del Private Equity, il Secondary Private Equity è un mercato che ha consentito di dare liquidità agli investimenti, consentendo lo scambio di prodotti finanziari collocati e/o sottoscritti in periodi precedenti.

Oltre a ciò, le motivazioni legate all’esistenza di un florido mercato del Secondary Private Equity possono essere riconducibili,  ad esempio, a:

  • strategie di concentrazione nel proprio core business, anche a seguito di fusioni, acquisizioni, ecc;
  • necessità di trovare soluzioni in “blocco” a pacchetti di partecipazioni residuali rispetto ad un determinato fondo;
  • difficoltà di disinvestimento, nei tempi auspicati dal detentore, sui mercati tradizionali del M & A e della quotazione in Borsa;
  • maggiore convenienza per il fondo, date le caratteristiche delle partecipate, nella vendita (se del caso “in blocco”) ad un altro operatore di private equity rispetto alla cessione a singoli trade buyers, oppure alla quotazione in Borsa.
  • opportunità di vendere liquido a un fondo nel momento del fund raising di un fondo successivo;

Rispetto agli inizi, il Secondary Private Equity si è molto evoluto fino a diventare un vero e proprio segmento dell’intermediazione finanziaria che sta assumendo nel mondo un’importanza sempre maggiore.

Il Secondary Private Equity basa la propria esistenza su alcuni elementi specifici, quali:

  • boom degli investimenti sul mercato primario del Private Equity
  • durata elevata degli investimenti nel Private Equity (fondi chiusi con scadenza media 7 - 10 anni), che talvolta si scontra con l’esigenza di rapida way-out da un fondo;
  • illiquidità degli investimenti e scarsa visibilità sul “vero” valore di mercato delle proprie quote;
  • interesse degli operatori di Private Equity a dismettere in blocco pacchetti di partecipazioni ritenute  residuali rispetto all’insieme;
  • focalizzazione su alcune partecipazioni ritenute maggiormente attinenti alla filosofia e alla pratica operativa di un fondo o di una struttura di Private Equity.