T.I.P.

 
 

Domande frequenti

Quali sono le ragioni della discesa di TIP al di sotto del prezzo di collocamento, avvenuta in data 5 febbraio 2008?

Risposta del Presidente e Amministratore Delegato di TIP, Giovanni Tamburi

05/02/08

Caro azionista,
grazie innanzitutto di aver creduto in noi, nel nostro modello.

Riguardo alle sue più che legittime domande mi sento di risponderle - e di pubblicare immediatamente la sua lettera e la mia risposta sul nostro sito internet - come segue:


1 - il fatto che il titolo sia andato al di sotto del prezzo di quotazione non e' altro che un effetto del generalizzato sell off che ancor oggi si e' notato sui mercati di tutto il mondo; consideri che oggi ad esempio avevamo tenuto molto bene fino alla fine, poi un broker inglese alle ore 16.25 ha messo in vendita al meglio un pacchetto di circa 70.000 azioni e ciò ha dato l'effetto che lei puo' - con la tristezza di noi tutti - osservare;
2 - proprio oggi in Mediobanca confrontavamo le performance dei rispettivi titoli; siamo sia noi che loro al di sotto dei massimi di poco più del trenta per cento; andamento orribile, anche perche' realizzatosi in relativamente pochi mesi, pero' onestamente molto meglio della maggior parte dei finanziari e assai meglio di moltissimi industriali; e' una magra consolazione, pero' e' un fatto; cosi come il fatto che solo oggi Citigroup ha perso più del 7% e JPMorgan oltre il 5, solo per citare qualche gruppo ben più titolato di noi;
3 - se prescindiamo dai momenti che stiamo vivendo ed andiamo ai fondamentali si puo' notare come la composizione del nostro portafoglio sia oltremodo sana, robusta, con ancora una buona liquidita' da una parte e un insieme di societa' estremamente vitali e solide dall'altra; non abbiamo leveraged buy out, non abbiamo situazioni a rischio, non un euro sull'immobiliare o sul credito al consumo; abbiamo societa' leader nei rispettivi mercati e, in molti casi, quasi tutti societa' industrialmente eccellenti. Questo era ed e' il nostro mestiere, assieme a quello dell'advisory in cui, anche nel 2007, abbiamo fatto - se lei solo guarda i risultati della semestrale - molto bene;
4 - la crisi in atto a mio modesto avviso e' molto bancaria e semmai finanziaria, dovrebbe premiare chi ha in portafoglio aziende del tipo delle nostre che, nella quasi totalita' dei casi non operano su quei segmenti di consumo che rischiano di essere i più colpiti dal rallentamento - o recessione che sia - in atto; la liquidita' che ci siamo tenuti, investendo in modo molto selettivo nel 2007, dovrebbe in questi periodi avere un valore assai alto, se non altro perche' ci consentira', quando avremo ritenuto che l'onda negativa sia passata, di investire a prezzi assai più bassi;
5 - oltre alle aree tradizionali di equity di minoranza per lo sviluppo e di advisory riteniamo che il secondary private equity e il private banking - family office siano le due nuove aree in cui dal 2008 il nostro gruppo possa capitalizzare, e non e' poco in un momento come questo;
6 - come se quanto sopra non bastasse noi per primi crediamo in noi al punto di fare costantemente operazioni di buy back. Lo stesso patto di sindacato che ha il 40% circa della societa' e' di recente cresciuto, per cui riteniamo di continuare a dare messaggi forti e di forte fiducia, pero' l'onda del mercato in questi giorni travolge tutto e le difese sono - purtroppo - assai limitate.
Spero di essere riuscito almeno in parte a risponderle ma, se non giudicasse tutto cio' sufficiente non esiti a richiamarci, a fare altre domande; noi siamo qui, committed come sempre, anzi oggi più che mai, certi di fare il meglio per la nostra societa' nei limiti delle nostre capacita' e di perseguire un disegno che continuiamo a ritenere molto sano ed altrettanto ben proiettato nel futuro.
Grazie ancora dell'occasione fornita,
Giovanni Tamburi